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Aje Burrneshe!

Storie di donne e di vergini giurate

A proposito del progetto

(VERSIONE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO)

"Aje burrneshe! Storie di donne e di vergini giurate" è un viaggio che attraversa l'Albania e i suoi confini con il Montenegro e Kosovo alla ricerca di una nuova generazione di "Vergini giurate" o  "Burrneshe" come si chiamano in albanese.

Le "Burrneshe" sono donne che diventano uomini. Tagliando i capelli, vestendo e lavorando come uomini, ma soprattutto facendo voto di nubilato, queste donne attraversano definitivamente il confine tra il mondo femminile, rassicurante, passivo e quello maschile. 

Questa "trasformazione" è accettata e riconosciuta, strettamente legata al Kanun, un antico codice di leggi consuetudinarie che nel 1500 regolava, in tutti i suoi aspetti, la vita sociale degli albanesi. Nel codice erano menzionate le "Vergini".

Dal Kanun di Lekë Dukagjini: "§ 1228. - VIII. Le Vergini (donne nubili che vestono come uomini e portano anche le armi): non si distinguono dal resto delle donne, ma hanno facoltà di prender parte ai convegni, però senza il diritto di voto".   

Anticamente le ragioni principali per cui una ragazza diventava una "Burrneshe" erano:

se in casa non nascevano figli maschi, allora una delle ragazze era destinata a diventare un uomo; se una ragazza veniva destinata a sposare un uomo che non era di suo gradimento, diventare uomo era l'unica soluzione; ci sono anche casi di ragazze che, non amando affatto la vita di una donna, il modo in cui le ragazze vivono, decidono di diventare uomo per non esser costrette a sposarsi. 

Tutto ciò ha un costo. 

Tutto ciò ha dei vantaggi.

Il nostro scopo è fare di questa storia unica un Documentario!

Con il vostro aiuto vorremmo cercare di raccontare storie di donne che hanno fatto delle scelte importanti, come quella di diventare "Burrneshe"; ma non solo, vogliamo raccontarne anche il contesto: cosa spinge una donna a scegliere di diventare "altro da sè" piuttosto che essere pienamente "se stessa"...?

Per questo il documentario vuole anche essere un viaggio nella vita quotidiana della donna di oggi, nel suo mondo fatto di desideri e problemi irrisolti.

"Girando in lungo e in largo in Albania, ho incontrato tante donne diverse: Burrneshe, ma anche donne orgogliose della loro femminilità, fiere e combattive nel loro piccolo, consapevoli del contesto in cui sono nate e solidali con chi si ribella ad un destino "scritto da altri", "ad una coscienza messa dagli altri".

Voler raccontare anche le loro storie significa aggiungere un tassello ad un quadro variegato e complesso, comprendere meglio il contesto in cui le Burrneshe, protagoniste della nostra storia, vivono e soprattutto nascono, intendendo per "nascita" l'aver principio, il fondamento, l'origine e la causa. Per capire la donna di oggi occorre comprendere "loro" e fare un salto temporale e spaziale. L'Albania è il luogo giusto per questo."  

COME NASCE L'IDEA DEL DOCUMENTARIO

L'idea del progetto nasce nel 2003 durante la tesi di laurea di Paola sui lavoratori immigrati albanesi. Quando, qualche anno dopo, sentì per la prima volta parlare di questo fenomeno iniziò a raccogliere materiale sull'argomento e solo nel 2010 fu pronta per partire ed incontrare alcune di queste donne. Da quel momento e nel corso degli anni è tornata in Albania più volte per raccogliere materiale fotografico (e non solo) sulle loro storie.

Uno degli studi più completi sull’argomento lo ha condotto l’antropologa inglese Antonia Young, la quale circoscrive la presenza delle burrneshe all’Albania settentrionale e, in parte, al Kosovo e al Montenegro. È qui che sono nate e vissute le prime burrneshe che Paola ha conosciuto. Oggi, molte di loro sono anziane o si sono trasferite in grandi villaggi, più moderni, in cui le abitazioni sono servite da acqua ed elettricità e le condizioni di vita sono meno difficili. 

La prima burrneshe che Paola incontra, in un piccolo villaggio del Nord dell’Albania, si chiama Gjin e ha poco più di 80 anni. La sua storia è presente nelle fotografie in pellicola B/N che potete trovare sul sito www.paolafavoino.com

"Gjin non sembra sorpresa della mia visita, anzi mi accoglie con una grande sorriso e mi abbraccia con calore. E’ vispa e piena di energie. Alla sua età si dedica ancora alla campagna ed è il capofamiglia". 

Non tutte hanno accettato di essere fotografate, di tutte però Paola ricorda la storia, sempre diversa: "In alcuni casi mi ha attratto in loro la maschera, tanto pesante che ad uno sguardo attento quasi non reggeva, in altri casi la cura con cui il tempo aveva fatto coincidere la persona con il personaggio".

A cosa serviranno i fondi ?

Il contributo che vi chiediamo servirà a finanziare la ricerca delle storie da raccontare; a finanziare spostamenti e materiali per una piccola troupe professionale

Un Documentario ha bisogno di molte risorse, ecco perchè siamo anche alla ricerca di una Società di Produzione che abbia voglia di investire in questo progetto.

Se il contributo dovesse superare il 100% della nostra richiesta, avremo un margine di tempo più ampio per la ricerca e per le riprese e... magari potremmo coprire i costi per iniziare le riprese del Documentario vero e proprio!!

Naturalmente questosarebbe fantastico! 

GRAZIE DI CUORE PER IL VOSTRO SUPPORTO!

A proposito del progettista

NOTIZIE SULL'AUTORE

Paola Favoino è una fotografa calabro-lucana. Predilige la pellicola in bianco e nero e la stampa in analogico come nel lavoro sulle “Vergini giurate albanesi”, esposto e pubblicato in Italia e all’estero. Nei confronti dei fenomeni che osserva ha un approccio socio-antropologico, raccoglie materiale audio e video cercando di immergersi nei contesti che studia.
Nel 2010 e fino al 2012 frequenta la Scuola Romana di Fotografia e segue i corsi di ritratto in studio, stampa analogica, postproduzione digitale e reportage. 

Pubblicazioni:

2015 "La macchina sognante" Contenitore online di scritture dal mondo, Bologna
2014 "Erodoto 108" n.8 
2013 L’Huffington Post
2013 Fanzine#1 del collettivo 001, Roma
2012 Monu#17 Next Eleven issues, Amsterdam, Olanda
2012 Loop#17, Roma 

Mostre:

2015 Castello Svevo, Rocca Imperiale (Cosenza)
2015 Il Cantiere, Roma
2015 Ninotchka APS, Roma
2015 Odin Teatret, Holstebro, Danimarca
2014 Galleria AOC F58, Roma 
2014 The Darkroom Project Exhibition 4. Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE)
2013 Libreria “Il Punto Einaudi”, Roma
2013 Festival Kalidoscopio # 1: féminité en (de) construction à travers l’Europe, Nantes, Francia

Altro:

2015 Il Promo "Aje burrneshe! Storie di donne e di vergini giurate" partecipa alla selezione ufficiale del PERSO FILMFESTIVAL, Perugia
2015 Il Promo "Aje burrneshe! Storie di donne e di vergini giurate" viene selezionato per la sezione video dell'UmbriaWorlfest2015, Foligno (PG)

GIULIANA LIBERATORE - MONTATRICE PER IL PROGETTO "AJE BURRNESHE!"

Director and Videoediting, collabora con Orange Media, cross-media company specializzata nella produzione e nella distribuzione di opere e prodotti multipiattaforma, format televisivi, advertising, documentari, campagne di comunicazione digitale e advertising multidevice, partendo dalla progettazione di siti web fino allo sviluppo di campagne di marketing digitale.