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Approssimazioni e convergenze

Poesie di Sergio Pasquandrea

A proposito del progetto

 

Qual è il limite estremo della parola poetica? Fino a che punto essa può smaterializzarsi nell'astrazione e quanto, invece, può aderire alla cosa in sé? È possibile tendere i rapporti semantici, rimanendo però il più possibile vicini alla corporeità?
Questo libro è un'esplorazione sulle potenzialità della parola. Si articola in due parti, distinte ma speculari: la prima, “Approssimazioni”, ha come asintoto il corpo femminile, che è sé stesso, nella sua fisicità più erotica, ma si identifica anche con la Parola assoluta; la seconda parte, “Convergenze” (sottotitolo “Contributo a una storia della Bellezza”), si misura con una serie di quadri del Rinascimento, ai quali i versi danno voce, nel tentativo di circumnavigare quell'esperienza di per sé ineffabile che è il Bello.

Nel suo corpo a corpo con il Senso, “Approssimazioni / Convergenze” vuol proporsi come un'utopica coincidentia oppositorum: massima esattezza descrittiva e, insieme, massima astrattezza speculativa.

 

 

 

 

ECONOMIA DEI RICORDI

 

Sarà un sintomo certo

(ma di cosa?)

ti penso sempre staccata su schianti

di spuma fredda

sempre di spalle poi sempre verso

un indaco di burrasca

 

e il gesto è quello bloccato

appena prima di concedere la curva

dello zigomo. Ti penso per metà

disegnata da un vento angolare

per metà perduta nel panneggio

e anche questo – certo – andrebbe

messo nel conto però

 

intanto qui è stagione di frastuono

di piccole ferite

quel poco che regge devo adoperarlo bene

sarà per questo che ti penso dove non siamo

mai stati che non aspetto di raggiungerti

che come nei sogni la fine

non arriva mai.

 

* * *

 

NOMINA NUDA

 

La mattina certi gesti sono una sicurezza

altrimenti si getterebbe via in un attimo

il lavoro di una vita

di fronte alla verità c'è solo il sangue versato

 

per questo di tutta la superficie

cerco le pliche.

La risposta lo so è negli odori

i nomi si cancellano troppo in fretta

 

ti chiedevi che cosa ci trovassi

nel cavo delle tue ascelle

o perché insistessi a sollevarti il seno

nemmeno tu conoscevi i rapporti di forza.

 

Delle parole non resta mai molto

le cose invece le cose

sì che si arrendono alla bellezza

non resta che farsi cose

 

angoli d'entrata e d'uscita

il peso e la larghezza delle tue anche

quelle sono una costante fissa

e il sudore giustifica tutti i silenzi.

 

 

* * *

 

CONVERGENZE

 

A metà della larghezza a un terzo

dell'altezza – in perfetta proporzione aurea –

la mano accarezza il pube

e in quel triangolo d'ombra tutto converge

 

la luce oscura dei velluti la diagonale

dorata della carne l'inutile stanza

affacciata su un tramonto invisibile

– il ridicolo ronzio della vita –

 

e nient'altro dicono i suoi occhi neri

se non l'esilio la tenerezza crudele

dei capezzoli la pelle intangibile

il groppo morto dei desideri.

 

 

 

* * *

 

CAMEO

 

Fra pochi pochissimi istanti

l'azzurro tornerà a campire

basterà niente una torsione

di qualche grado

 

e tutto crollerà la palpebra

potrà abbassarsi finalmente

il sangue tornare a scorrere

compiersi l'espirazione

 

sarà il disastro l'irreparabile.

 

 

Il libro sarà impreziosito da disegni di Sergio Pasquandrea e Michela Neglia

 

 

 

L'AUTORE

 

 

Sergio Pasquandrea è nato a San Severo (FG) nel 1975. Dai primi anni Novanta vive a Perugia, dove insegna Lettere in un liceo.

Ha pubblicato le sillogi: Approssimazioni (Pietre Vive/iCentoLillo, 2014), Oltre il margine (Fara, 2015) e Un posto per la buona stagione (Qudu, 2016) e le plaquette: Topografia della solitudine (Fara 2010) e Parole agli assenti (Smasher 2011). Suoi testi sono apparsi in riviste (“Scuola di poesia” de “Lo specchio”, a cura di Maurizio Cucchi; “Gradiva. International Journal of Italian Poetry”), su blog letterari (“Via delle Belle Donne”, “Carte sensibili”, “Poetarum Silva”, “La dimora del tempo sospeso”, “Words Social Forum”) e in varie antologie.

Lavora anche come giornalista e critico musicale: oltre a scrivere per il bimestrale “Jazzit”, ha pubblicato nel 2014 il volume di racconti Volevo essere Bill Evans (Fara) e nel 2015 il saggio Breve storia del pianoforte jazz. Un racconto in bianco e in nero (Arcana Editrice). 

 

A cosa serviranno i fondi ?

I fondi raccolti dal Crowdfunding serviranno a coprire le spese di stampa e di promozione del volume.

 

Di seguito lo schema esplicativo:

 

A proposito del progettista

PIETRE VIVE EDITORE

 

 

Pietre Vive nasce come associazione culturale nel 2002. Nel 2006 si fa editrice di Largo Bellavista, mensile di informazione comprensoriale fra i più completi del centro Puglia. Dal 2013 comincia la sua produzione come casa editrice vera e propria, stampando libri e promuovendo il territorio attraverso la realizzazione di numerosi eventi culturali. L’attività editoriale si muove prevalentemente nel genere della poesia e dell’arte. Allo stesso tempo, non dimenticando le proprie “origini”, Pietre Vive si fa promotore ogni anno di Luce a Sud Est, concorso di scrittura sociale con cui intende rilanciare un discorso legato all’impegno civile da parte di giovani autori. Nel 2015 Pietre Vive è risultata fra i vincitori del bando Funder 35 col progetto B.Digital per la realizzazione di corsi professionali per la digitalizzazione e diffusione del libro al Sud, e in particolare per la realizzazione di audiolibri di poesia. L’ambizione è quella di produrre audiolibri in doppia lingua con cui fuoriuscire dai confini nazionali per l’estero. Il progetto è al momento in fase di realizzazione. Infine, porta avanti un intenso programma di promozione della poesia nelle scuole o in giro per festival ed eventi, dal titolo #voceallapoesia.

www.pietreviveeditore.it

 

FAQ

Se hai ancora qualche dubbio, non esitare a contattare direttamente il responsabile del progetto.

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