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il colore di sera

Un documentario su Maria Concetta Cassarà

A proposito del progetto

genesi

Il progetto di questo documentario nasce dall'incontro tra due appassionati di cinema, una studiosa di outsider art e una signora di 85 anni: Maria Concetta Cassarà, di origine siciliana e che da vent'anni vive a Bologna. Solo in età avanzata, mentre giocava con la nipotina, si è scoperta capace di creare dipinti di grande impatto visivo.

I suoi quadri realizzati nell’intimità della casa, non avrebbero avuto nessuna visibilità se il figlio Alfio, per racimolare qualche soldo, non si fosse messo a venderli lungo le strade del centro. In questo modo casuale sono arrivati nelle mani di Sara, la storica dell'arte che ha scoperto e valorizzato l'opera della pittrice, e in seguito di Margherita e Spartaco, gli altri autori del film.

la storia

Maria Concetta è una donna anziana, molto curata nell'abbigliamento. Indossa spesso un vestito elegante a fiori, coperto all'altezza delle spalle da uno scialle variopinto. I capelli bianchi raccolti in uno chignon.

Percorre le strade della Bolognina, quartiere storico di Bologna. Lungo il suo cammino, i caseggiati popolari convivono con palazzoni moderni in via di costruzione. Maria Concetta è incuriosita dai murales che ricoprono le pareti di edicole, scuole, condomini. Tra questi, i dipinti presenti sulle serrande del Mercato Albani dove la signora, durante la spesa quotidiana, conversa vivacemente con venditori e conoscenti.

Tornata a casa, seduta al tavolo di lavoro, racconta il suo modo di lavorare, lontano da convenzioni e sovrastrutture accademiche, e le sue fantasiose ispirazioni, che vanno dal folklore della terra natia ai personaggi della televisione, che spesso tiene accesa mentre dipinge.

Grazie all'incontro fortuito con Sara, Maria Concetta da qualche anno è inserita ufficialmente nella cerchia degli artisti outsider e l'interesse per i suoi dipinti si è sviluppato, travalicando i confini prima cittadini e poi nazionali. Ma tutto questo non rende le cose più semplici nella vita della donna.

Il disagio per le difficoltà economiche e il desiderio forte di guadagnare prestigio e soldi dalla sua arte, generano malessere in Maria Concetta, preoccupata anche dalla condizione difficile di Alfio con il quale troppo spesso si scontra. A volte anche con noi si sfoga riguardo al figlio, una figura controversa e discontinua nella sua vita. Capita infatti che l'uomo sparisca per lunghi periodi in preda a un disagio psichico profondo e si ripresenta a casa della mamma-artista, solo per chiedere - o esigere - altre opere.

Nel frattempo, ogni sera il miracolo si ripete.

Dopo aver cenato, Maria Concetta si dirige verso il piccolo carrello situato nel corridoio, lo spinge fino al soggiorno, lo posiziona accanto al tavolo, estrae i suoi materiali di lavoro: tavolozza, fogli, pennelli e colori. Una volta accesa la tv, dispone un foglio bianco sul tavolo ed inizia a dipingere.

Prendono così magicamente forma personaggi femminili (anche con la barba) a tutta scena, oppure all'interno di paesaggi selvatici. Figure dagli abiti da sera con accessori ricercati, spesso in posa frontale, quasi fossero delle singolari annunciatrici televisive. Poi cavalli e asini trascinati da carretti precari, evocanti un mondo arcaico (siciliano); e ancora fiori, ruscelli, ponti, gruppi di case. Tutti si susseguono vorticosamente in un'autentica e inaspettata esplosione di fantasia e di colore.

il film

La maggior parte delle riprese avranno al centro Maria Concetta. I suoi racconti spontanei definiranno parte della linea narrativa ed empatica del film: il divertente e divertito approccio popolare, la sua sicilianità non nostalgica, la sua franchezza e la sua nuova vita da artista outsider. Il documentario non si limita però a fare un ritratto d'autore, ma esplora il travaglio interiore della donna nelle vesti di artista, con le tutte rabbie e le angosce che questa trasformazione ha portato.

Infatti il momento della coscienza dell'arte, se da un lato rappresenta lo sbalorditivo emergere di un linguaggio creativo inaspettato, dall'altro è lo svilupparsi di nuove problematiche relazionali ed economiche, che definiscono territori ambigui nei quali imparare a districarsi.

La consulenza artistica della studiosa di outsider art Sara Ugolini – tra gli autori del progetto – permette di avere uno sguardo consapevole sull'opera di Maria Concetta, ma saranno evitati discorsi critici e/o accademici, interviste e/o testimonianze, rispettando la natura naif della pittrice e delle sue creazioni.

I suoi incredibili dipinti, parte fondamentale del documentario, saranno talvolta interamente mostrati, in altri casi se ne evidenzieranno alcuni dettagli.

Il film rappresenta anche un'occasione per per stimolarla a percorrere le vie del quartiere della Bolognina in cui vive da decenni e quelle del centro, sulle tracce del figlio, per conoscere posti nuovi della città in cui vive dato che - a causa di qualche disturbo dovuto all'età avanzata - esce sempre meno di casa per passeggiare.

la protagonista

Maria Concetta nasce a Mirto, in provincia di Messina, nel 1932. Negli anni Settanta si trasferisce in Emilia e intorno al 2000, mentre risiede a Castel d’Aiano, inizia a disegnare per caso utilizzando i pennarelli e rappresentando soprattutto fiori. Una volta trasferita a Bologna, dove vive attualmente, Maria Concetta non cessa di dipingere, sperimenta i colori a tempera e i soggetti si ampliano: alle nature morte si aggiungono i paesaggi, le case, le rappresentazioni di uomini e animali, con numerosi rimandi all’immaginario del folklore siciliano. La sua fonte di ispirazione sono però anche le riviste e le immagini viste in televisione. Ha quattro figli e da qualche anno è vedova. Nel corso degli ultimi anni, alcuni dei suoi dipinti hanno fatto parte di importanti mostre, tra cui la personale realizzata in Germania: Die nächtlichen Gärten der Maria Concetta Cassarà. Sara Ugolini entdeckt die Sizilianerin, Museum Haus Cajeth, Heidelberg, ottobre 2011 - marzo 2012. In programma per il 2019 la realizzazione di una mostra alla Galerie Art Cru di Berlino.


outsider art

L'Outsider Art, o Arte Irregolare, come definita dall'O.O.A. di Palermo, si dedica “alle forme di arte spontanea, clandestina, irregolare, eccentrica, creata da autori culturalmente, mentalmente o socialmente emarginati, e a tutte quelle espressioni artistiche che si manifestano fuori dai percorsi convenzionali e dai circuiti culturali istituzionalizzati”. Talvolta questo tipo di esperienze nascono in situazioni di disagio estremo (malattie mentali, detenzione in strutture carcerarie o case di cura), in altri casi possono semplicemente riguardare persone che in tarda età, avendo più tempo da dedicare a loro stesse, cominciano a sviluppare un linguaggio artistico, come nel caso di Maria Concetta Cassarà.

stato del progetto

  • il colore di sera, in fase embrionale, era stato presentato durante il workshop “Dallo sviluppo al pitching”, svoltosi a Terranuova (AR) ad aprile 2016, organizzato da MACMA associazione culturale, in collaborazione con Documentary in Europe e IDS.
  • A marzo 2017, il progetto è stato il vincitore della terza edizione di CreArte, evento finalizzato a raccogliere fondi per supportare proposte artistiche e creative a Bologna.
  • ll progetto è stato poi presentato a Palermo durante la sessione di Match Making degli Italian Doc Screenings Academy a ottobre 2017, il principale punto d'incontro italiano tra autori/filmmakers e produttori, organizzato dall'Associazione Doc/it.

A cosa serviranno i fondi ?

Portare a termine questo progetto è per tutti noi veramente importante. E quando diciamo "tutti noi" intendiamo sia gli autori (Spartaco, Sara, Margherita), ma soprattutto Maria Concetta, che vuole intensamente lasciare traccia di sé. La signora fin da subito, si è dimostrata entusiasta e disponibile per il progetto e negli anni abbiamo potuto costruire con lei un rapporto di fiducia e di confidenza.

Sarà impossibile, come lo è stato per noi, non rimanere stupiti dal carattere volitivo e dall'incredibile immaginazione di questa donna.

Nello specifico i fondi raccolti serviranno per:

  • Noleggio/acquisto attrezzature tecniche per proseguire le riprese
  • Sviluppo del progetto e attività promozionali per attrarre società di produzione e stakeholder
  • Coinvolgimento di un operatore e di un fonico professionisti

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Non preoccuparti se non hai grandi risorse anche un piccolo contributo per noi può fare davvero differenza.

Nel caso in cui non ti sia possibile contribuire al progetto, se ritieni che sia valido puoi condividere la pagina e suggerirlo a degli amici che potrebbero essere interessati.

Una volta raggiunto il goal, se vuoi donare di più, ci aiuterai a terminare anche altre fasi della lavorazione del film legate alla post-produzione e alla distribuzione.

A proposito del progettista

autore e regista

Spartaco Capozzi

 

 

 

 

 

 

Laureato al DAMS Cinema, ha frequentato laboratori di regia, sceneggiatura, direzione della fotografia e riprese presso la scuola Rosencrantz & Guildenstern di Bologna. È fondatore dell'Associazione culturale Kinodromo che gestisce parte della programmazione del cinema Europa di Bologna. Nel 2012 collabora all'interno dell'Associazione Documentaristi Italiani all'edizione del Doc/it Professional Award. Lavora come educatore nelle scuole realizzando progetti e laboratori di cinema che danno vita a documentari e cortometraggi, anche coinvolgendo ragazzi disabili. Si avvicina al mondo dell'Outsider Art tramite la Prof.ssa Sara Ugolini per la realizzazione del breve documentario indipendente Marakanda – arte e capacità in corso d'opera, che racconta un laboratorio creativo frequentato da persone con disabilità psichiche. Nel 2015 partecipa al workshop Cinema del reale 4 organizzato dall'associazione MACMA, avendo come tutor il documentarista Leonardo Di Costanzo. All'interno di questa esperienza, è regista del cortometraggio documentario Bum Bum Gà, episodio del film collettivo Un giorno d'estate a Montevarchi. Ha frequentato il corso di formazione “La gestione della sala cinematografica” presso la Cineteca di Bologna.

 

autrice e produttrice esecutiva

Margherita Lanzi

Originaria della provincia di Reggio Emilia, dopo la Laurea al D.A.M.S ad indirizzo Cinema, area Storico – Critico, consegue nel 2015 la Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale, sempre a Bologna. Negli anni collabora con l’Associazione Doc/It e nel 2012 è socia fondatrice dell’Ass. Kinodromo. Ha collaborato con l'Ass. D.E-R Documentaristi Emilia Romagna come responsabile della segreteria organizzativa per i festival da loro organizzati, tra cui Docunder30 e Cinevasioni. Ha frequentato il Corso in “Tecnico esperto nella gestione di progetti audiovisivi e cinematografici”, organizzato dall'ente di formazione accreditato Ecipar, per cui ha svolto lo stage presso la società di produzione Kiné di Bologna. Ha lavorato come catalogatrice di materiale filmico della Cineteca presso l'IBC - Istituto Beni Culturali Regione Emilia Romagna all'interno del progetto europeo “I Media Cities”

 

in collaborazione con

Sara Ugolini

 

 

 

 

 

 

Studiosa di outsider art e storica dell'arte, insegna presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico - Artistici dell’Università di Bologna. Si occupa inoltre di promozione artistica attraverso l’ideazione di progetti di ricerca, l’organizzazione di eventi culturali e la cura di mostre, collaborando con istituzioni museali, cooperative e associazioni del territorio. Attualmente è consulente presso il laboratorio specializzato “Marakanda” della Cooperativa Open Group come supervisore della produzione realizzata in vista di un accrescimento delle potenzialità espressive degli utenti e di una promozione dell'atelier all'esterno.