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La fabbrica della felicità

“La Fabbrica della felicità” primo spettacolo teatrale di Connettivo24grammi

A proposito del progetto

SINOSSI

Una città che dà rimedio facile ed immediato ad ogni forma di malattia, dove non possono esserci sofferenza, conflitti, frustrazione, angoscia o paure. Una città dove la vecchiaia è solo un brutto sogno e la morte non ha più nulla di spaventoso, è piacevole quanto andare in vacanza su un’isola paradisiaca. Una città dove la perfezione è a portata di mano. E ognuno persegue il sacrosanto diritto di essere pienamente felice.

Se il progresso scientifico e la nuova farmacologia riuscissero a realizzare tutti i nostri desideri, per donarci il più stabile equilibrio che la storia abbia mai visto? E se tutto questo fosse possibile grazie ad un’unica pillola? Il SOMA, non lo prenderesti?

Undici personaggi ci raccontano della loro utopica città, ispirata al romanzo “Mondo Nuovo” di A. Huxley e della grande fabbrica farmaceutica della Pfaizer Pharma che assicura il moto costante di tutti i suoi ingranaggi,  dai piani alti di questa società, dove troviamo a collaborare scienza, capitale e propaganda pubblicitaria, fino a scendere nelle vite di alcuni, fra i tanti, consumatori di felicità.

Forse un secolo nuovo comincia. Ma un secolo nel quale si penserà ai mezzi per evitare le utopie e ritornare a città non utopistiche, meno ‘perfette’ e più ‘libere’ (Nicola Berdiaeff).

Il PROGETTO

La favola della Fabbrica della felicità, come tutte le favole, è nata dall’osservazione del mondo reale. E’ nata da una domanda: cosa può definirsi malattia? Dove è collocata quella sottile linea, oscillante e spesso invisibile, che mi fa dire “qui sto bene” e “qui non sto bene”? E da chi viene decisa: sono io che traccio i confini o qualcun altro? Quando vedo sul termometro 37,7: è normale innalzamento della temperatura corporea o febbre? Chi lo ha deciso ed in seguito a quali prove empiriche? Sappiamo che esistono studiosi che hanno provato scientificamente le cose, hanno scritto saggi, pubblicato articoli, ricercato cause e trovato cure. Il medico dice che a 37,7 c’è da prendere la Tachipirina, il modo più facile e rapido per tornare al lavoro il giorno successivo. Tutto risolto. Però mi chiedo: se sono triste per più di un mese per la perdita di una persona a me cara, è il mio personale modo di reagire ad un evento naturale, ovvero la morte, o soffro del cosiddetto “disturbo del lutto”? Il DSM, manuale diagnostico, “bibbia” della psichiatria, standard ormai di riferimento per tribunali, carceri, scuole, pronto soccorso... mi dice che non è normale scendere sotto una certa soglia di felicità. Tante altre cose non sono normali per il DSM: dall’autismo, alla sindrome di Tourette, alla demenza senile, ai disturbi della personalità, essere timidi, esibizionisti, sadici, voyeristi, frotteuristi, (l’omossessualità è stata cancellata nel 1994 e quindi non compare dalla IV edizione). Il DSM dovrebbe aiutare a capire, a definire ciò che sono e ciò che sento. Aiuta me, aiuta lo studente di psicologia, aiuta medici e psichiatri con la facoltà di prescrivere di conseguenza i farmaci più adatti. Peccato che siano stati gli stessi psichiatri ad averlo inventato quel DSM, e ad aggiornarlo ogni anno in un’assemblea per alzata di mano, senza prove scientifiche, in accordo con le più grandi industrie farmaceutiche. Domanda attira domanda ed i casi di corruzione e verità di fumo aumentano. Come il caso di Alan Schatzberg, attento alla cura e alla ricerca dei disturbi depressivi nello stesso periodo in cui percepiva milioni di dollari dalla Corcept Therapeutics, azienda produttrice del Mifepristone. Barry Brand, direttore di produzione del Paxil afferma: “il sogno di ogni venditore è trovare un mercato sconosciuto e non sfruttato. Questo è ciò che sono stati in grado di fare con la sindrome d’ansia sociale”. E chi di noi non sa cosa sia un “attacco di panico” oggi? Siamo nel bel mezzo di una presunta epidemia di bipolarismo, deficit d’attenzione, sindrome d’iperattività, specie nei bambini. Quale genitore direbbe “no” ad un medico che fornisce la soluzione rapida, semplice e sovvenzionata alla malattia del figlio? Chi non vorrebbe solo il bene, il meglio per sé e propri cari? Chi non vorrebbe essere felice sempre? Quindi mi chiedo: da dove nasce questo bisogno di felicità e chi stabilisce cos’è felicità oggi? Oggi sembra essere sinonimo di benessere economico, giovinezza, perfezione fisica, equilibrio emotivo, adesione ad uno standard proposto. Da qui gli undici personaggi protagonisti della nostra favola noir. Perché di favole parliamo e “precisamente delle favole della medicina. Ma quando arrivate alla verità... accade come quei sogni che al risveglio lasciano solo il dispiacere di averci creduto”. (Molière)

A cosa serviranno i fondi ?

Il progetto “La fabbrica della felicità” è vincitore del Premio Testinscena 2017, ideato e promosso dalla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro con il patrocinio di LuganoInScena, Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano, Teatro Foce di Lugano e ATIR Teatro Ringhiera di Milano.

Lo spettacolo debutterà nella sua forma compiuta il 4 dicembre al Teatro Foce di Lugano, e verrà replicato l’11 Dicembre a Campo Teatrale di Milano

Nonostante tutti noi crediamo nell’urgenza di mettere in scena questo testo, purtroppo a volte non bastano 6 attori e tanto entusiasmo.

La realizzazione di uno spettacolo teatrale richiede un supporto produttivo e quindi economico di cui ancora non disponiamo. Per questo chiediamo aiuto a voi.

Inoltre crediamo che il crowdfunding sia un buon modo di allargare la rete dei nostri contatti e di far conoscere il nostro progetto a quante più persone possibili.

Sosteneteci e ci vediamo a teatro!

Grazie ai vostri contributi potremo finanziare:

1200 €: affitto sala prove 45 gg

600 €: noleggio furgone. Le scenografie richiederanno per il loro spostamento un furgone sufficientemente grande, prevedendo già due giornate di realizzazione tra Lugano e Milano il furgone ci salverà la vita!

500 €: spese di scenografia, comprensive di acquisto materiali e realizzazione, per avere le scenografie più belle del mondo!

500 €: spese di costumeria, comprensive di acquisto tessuti e manodopera, per dare vita ai folli 11 personaggi della Fabbrica della felicità, caratterizzati da materiali del tutto originali!

150 €: noleggio materiale tecnico (microfoni e videoproiettore) per rendere tutto più tecnologico!

100 €: realizzazione maschera. La Vecchia, personaggio centrale della Fabbrica, richiede una maschera ad hoc.

Inoltre:

500 €: copertura spese viaggi, cifra che ricopre solo una parte in quanto siamo in 6 attori + un tecnico luci provenienti da tutta Italia.

320 €: commissione 8%  di … sulla cifra guadagnata

300 €: spese ricompense

Nel caso del superamento del budget desiderato i soldi in eccedenza andranno alla copertura delle spese per le repliche dello spettacolo.

Il costo per una replica è circa 1500 €:

40 €: Noleggio sala prove per una sola giornata

560 €: Agibilità per 6 attori e 1 tecnico luci

150 €: Noleggio materiale tecnico

200 €: noleggio furgone per un solo giorno

700 €: spese tournée (viaggi e alloggio) con una media di 100 € a persona (6 attori + tecnico luci)

A proposito del progettista

LA COMPAGNIA

Connettivo è ciò che permette di instaurare una relazione tra A e B, per dare infine origine a C, una nuova proposizione che pone una domanda e svela informazioni che A e B scisse non possono mostrare.

24 grammi è il peso dato all’anima, un’unica anima.

Da qui il nome del gruppo formato da cinque giovani attori diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, provenienti da tutta Italia: Giuseppe Attanasio (Bologna), Irene Canali (Verona), Miriam Costamagna (Alba- CN), Daniele Palmeri (Palermo), Marta Salandi (Roma).

Un gruppo che ha l’intento di sfruttare tutte le possibili connessioni tra i diversi linguaggi e modalità espressive sviluppate individualmente, e metterle al servizio del contenuto.

Nonostante le diversità dei singoli componenti, il gruppo è concorde nel dare un peso molto specifico alla sostanza che dà vita alla forma. 

Giuseppe Attanasio, Miriam Costamagna, Daniele Palmeri, Irene Canali, Marta Salandi, Nicola Andretta.

link utili:

https://www.instagram.com/connettiv024grammi/?hl=it

https://www.facebook.com/connettiv024grammi/


FAQ

Se hai ancora qualche dubbio, non esitare a contattare direttamente il responsabile del progetto.

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