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Punishment Island

Sedotte e abbandonate sull'isola del castigo - un documentario ambientato in Uganda

A proposito del progetto

Abbiamo appena raggiunto il nostro obiettivo grazie al vostro generoso sostegno! Grazie per aver creduto nel nostro progetto. Continuate a sostenerci! I contributi extra che raccoglieremo verranno usati al 50% per sostenere un progetto locale (un laboratorio di artigianato per le donne, un programma sanitario per i bambini, lezioni di nuoto per adulti e bambini, a seconda dell'importo) e al 50% per completare i disegni, alzare la qualità della post-produzione del montaggio provvisorio (suono, musica, correzione colore) e per portare il film ai mercati dove ottenere il finanziamento completo dell'ultima parte delle riprese. Grazie!

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Punishment Island è un documentario su una piccola isola dell’Uganda rurale dove venivano abbandonate le donne che restavano incinte prima del matrimonio.

Il film

Nelle comunità rurali dell’Uganda sud-occidentale, così come accade in tante parti dell’Africa, le donne hanno ancora accesso ridotto all’istruzione e al lavoro nonostante spesso la responsabilità economica dell’intera famiglia gravi sulle loro spalle. Nelle comunità del lago Bunyonyi, dove il film è ambientato, i rapporti sessuali prematrimoniali sono ancora un grosso tabù per le donne. Ancora oggi, le ragazze che restano incinte prima del matrimonio vengono allontanate dalle famiglie. 

Fino a non molto tempo fa, queste “peccatrici” venivano portate sulla piccola isola di Akampene e lì venivano abbandonate. Ad Akampene, che nella lingua locale significa Punizione, non cresceva niente  e le donne erano destinate a morire di fame. Quelle che cercavano di  raggiungere a nuoto la terraferma, morivano affogate. Non saper nuotare è un serio problema locale.

(Disegno by Comfort Abemigisha)

“Punishment Island” racconta la storia attraverso la voce delle sopravvissute. Le donne più fortunate, infatti, ebbero una seconda possibilità. Gli uomini più poveri, che non avevano mucche per pagare la dote, andavano sull’isola a prendere moglie. Essendo state rinnegate, nessuno avrebbe reclamato la dote.

L’ambiente naturale stesso con il suo incredibile aspetto fiabesco fornisce lo spunto per raccontare la storia in modo insolito. Ispirato alle tradizioni animiste locali, lo stile visivo riflette sull'intrecciarsi continuo tra orrore e bellezza e sui forti legami tra uomo di questo luogo pieno di contraddizioni.

La storia non è mai stata raccontata prima. Con l’isola che sta per essere definitivamente sommersa dalle acque circostanti e le ultime sopravvissute nella parte finale delle loro vite, si tratta di adesso o mai più.

(Fotografia di Alessia Amoni

Perché voglio realizzare questo film

-       Di Laura Cini:  produttrice/regista

Dopo aver saputo di questa pratica, è stata la passione per le storie a condurmi di nuovo sul posto con l’intento di cercare delle sopravvissute.  Quando le ho trovate e le ho ascoltate raccontare la loro storia per la prima volta, ho capito perché era importante fare questo film.

Passando del tempo con loro, mi sono resa conto che, nella maggior parte dei casi, non erano state in grado di trasformare la tragica esperienza in uno strumento educativo per le figlie avute in seguito. Nei casi più gravi avevano addirittura degli atteggiamenti discriminatori nei loro confronti. Sebbene la loro storia abbia avuto un lieto fine, le donne non hanno mai ricevuto alcun supporto nel corso della loro vita, se non quello fornito dalla Chiesa. Osservando le loro nipoti, ho notato che lo stupore che dimostravano non era dovuto alle storie che sentivano per la prima volta, ma al fatto che noi fossimo così interessati ad ascoltarle.

La nipote della signora M.

Queste ragazze devono capire che la discriminazione di genere è un argomento di cui è importante parlare. Rischiando loro stesse di vivere discriminate e isolate, devono acquisire coscienza dei propri diritti imparando dalla loro stessa storia. La vicenda di Akampene è una delle tante storie di donne in difficoltà ed è così estrema da poter essere usata efficacemente in una campagna di sensibilizzazione. In alcuni luoghi le difficoltà nell’allevare e crescere un figlio, nel curarlo e nell’educarlo sono spesso così grandi e insostenibili da non poter essere taciute, allo scopo di suscitare domande importanti per la vita di ognuno di noi. 

Laura Cini con la signora M e la sua famiglia

Il nostro blog: http://punishment-island.blogspot.it/

La nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/PunishmentIsland

Potete contattarci per email: [email protected]

A cosa serviranno i fondi ?

Contribuendo a questo film ci permetterai di:

-      Mandare la regista un mese in Uganda per completare le ricerche.

-      Mandare una piccola troupe in Uganda per due settimane per completare le riprese a rischio. L’urgenza è dovuta all’età e precarie condizioni di vita delle protagoniste.

-      Realizzare un breve premontaggio per accedere a fondi istituzionali.

Ricordate che potete contribuire direttamente su Ulule con carte di credito, prepagate o paypal, aprendo velocemente un account Ulule che vi serve a restare in contatto con noi. Non dovete avere un account Facebook, ma potete usarlo per accedere a Ulule.

Potete inoltre contribuire con assegni, contante, bonifici entrando direttamente in contatto con noi, e poi saremo noi a validare il vostro contributo su Ulule! Grazie!

A proposito del progettista

Laura Cini è l’autrice e regista. Si è laureata in regia a Londra e ha curato la regia di diversi cortometraggi e di fiction e animazione proiettati a festival internazionali. Dopo una recente seconda laurea in Geografia umana, ha cominciato ad occuparsi di documentario. Il suo lavoro è animato da una profonda passione per le culture del mondo e i viaggi. Al momento sta lavorando anche su un documentario sulle pratiche magiche in Toscana.

Maria Cristina Mencato è la coordinatrice della raccolta fondi. Lavora come bibliotecaria alla Biblioteca Degli Innocenti a Firenze. In collaborazione con il centro di ricerca dell’Unicef, la biblioteca ha come obiettivo quello di promuovere i diritti delle donne e dei bambini in Italia e nel mondo. Cristina collabora al progetto perché interessata alle potenzialità della campagna sociale di sensibilizzazione.

Cristina Lo Presti si è appena unita al team. Geografa umana, sta adesso scrivendo una tesi su street art e spazio pubblico per la laurea magistrale in Studi Geografici e Antropologici. Ha collaborato con la Rivista Geografica Italiana e ha curato la regia  di alcuni video-documentari sull'uso dello spazio pubblico.