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Senza Apparente Motivo - Elegia per l'Aquila

Libro di documentazione fotografica

A proposito del progetto

A cinque anni dal terremoto dell’Aquila del 2009 ho prodotto un lavoro di documentazione fotografica. Gravissimi i danni agli edifici e al patrimonio storico-artistico, de L’Aquila e dei comuni limitrofi.

Ma che cosa è successo in questi anni che ci separano dell’evento?

Qualcosa è stato ricostruito, il più è ancora maceria, i cittadini non si sono arresi all’idea di abitare in comode case ma senza personalità. C’è chi è scappato e chi è tornato, qualcuno è rientrato nella propria casa. I più vivono ancora in modo non definitivo. I nuovi paesi non hanno personalità e servizi. La memoria e il dolore sono ancora vivi, non c’è rassegnazione.

Quale può essere il ruolo della fotografia?

Analizzare lo stato delle cose, notare che il conflitto tra uomo e terremoto è un conflitto tra elementi appartenenti entrambi alla natura, un conflitto che ha la stessa essenza della crepa. L’Aquila risulta così essere un luogo simbolico quanto Amatrice, Fukushima, San Francisco o Valparaiso e in quanto tale dirige la mente verso riflessioni di carattere generale. Non favorisce un’attenzione su temi specifici dal sapore materiale, semmai, apre quesiti sull’origine delle cose, sulla natura della materia, sulla sua formazione e la sua dissoluzione, sulla sua sparizione e sulla sua rinascita. Un luogo può suggerire temi di carattere esistenziale.

 

Questo potente insegnamento ha ispirato la nascita del mio lavoro. Un reportage dell’anima con l’obiettivo di produrre un libro d’autore composto di immagini, pensieri e grafiche combinate tra loro nel tentativo di ricostruire i fatti ed ipotizzare un chiarimento che partendo dalla contemplazione della devastazione e attraversando il sentimento di spaesamento e di dolore potesse condurre ad un processo di guarigione e recupero di un rapporto armonico con la natura.

Il libro d’artista, nato da questo processo interiore, ha trovato collocazione all’interno di una collezione privata svilendone inizialmente la sua naturale diffusione. Ma, la domanda di fruizione del lavoro da parte di alcuni appassionati, la disponibilità del collezionista e infine lo spirito stesso della sequenza fotografica hanno reso possibile, mediante un adattamento a questo nuovo uso, un progetto di riproduzione tipografica del lavoro.

A cosa serviranno i fondi ?

La cifra da raggiungere per portare a termine la stampa del libro è di 3.500 euro, così suddivisi:

  • 35% stampa tipografica del libro d’artista formato 17cm x 22cm + copertina rigida + rilegatura a filo
  • 22% promozione incontri e progettazione di un sito specifico, creazione di una mailing lista dedicata, stampa del materiale di diffusione, redazione di comunicazioni web, costituzione di una pagina facebook, organizzazione di attività di comunicazione integrata
  • 15% produzione scansione professionale dei materiali e riproduzioni, ideazione del layout, adattamento del testo visivo-testuale alla nuova funzione, traduzione dei testi, grafica editoriale
  • 20% produzione, stampa e spedizione dei premi
  • 8% commissione Ulule

Caratteristiche della pubblicazione

  • Formato17x22cm
  • Numero pagine 44
  • Copertina rigida
  • Rilegatura a filo
  • Tiratura prevista: 250 copie con numerazione araba + 50 copie a numerazione romana in edizione speciale con foto originale di dimensione 17X20 cm

 

A proposito del progettista

Il mio nome è Dario, romano, classe 1959. Ho imparato con l’esperienza che non si ha patria, che non si ha tempo. Luogo e tempo sono elementi casuali e la funzione che ognuno di noi si trova a svolgere nel mondo è determinata da una serie di casualità che quando si combinano tra di loro si chiamano destino. Si arriva alla maturità attraverso una costruzione critica del sè, a volte ostacolati da tutti quelli che ci vogliono bene e ci vogliono aiutare: famiglia, insegnanti, amici. Ho maturato nel tempo e in piena indipendenza un senso di non appartenenza a luoghi, persone e ideologie, e contemporaneamente un forte senso di appartenenza alle cose del mondo.

Sono il frutto di tutto ciò che mi ha preceduto. La mia patria è in ogni luogo dove ho lasciato un pensiero, un sentimento, dove ho sofferto, dove ho gioito. Dove ė nata mia figlia, dov'è morto mio padre, in qualunque luogo ho amato una donna. I miei compagni di viaggio sono quelli che mi hanno parlato con chiarezza e verità. Sono quelli che mi hanno ospitato o che hanno trovato riparo sotto il mio tetto, sono quelli con cui ho passato notti in balia del dolore o del piacere, dei bei pensieri, del vino. Sono quelli con cui ho detto senza bisogno di parole. Sono quelli che ho ascoltato in assenza di suoni.

Faccio il fotografo; mi piacciono le immagini, mi piacciono da sempre, da quando ho cominciato a sognare, quindi già nel ventre di mia madre e forse da molto prima.

Tratto da: il fotografo e lo sciamano, dialoghi da un metro all'infinito.II edizione - Postcart editrice 2015 - Roma

e inoltre:

nel mio lavoro scelgo un rapporto diretto con le persone, ma, di fronte agli effetti del terremoto sulla comunità, ho sviluppato l’idea di narrare attraverso allegorie suggerite dal paesaggio. Un’idea in forma di foto in cornice grafica originale a disposizione di tutti. Incuriosito dalla pratica attuale del selfpublishing ho pensato di rinnovare il rapporto con i miei lettori convertendoli in editore collettivo.

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FAQ

Se hai ancora qualche dubbio, non esitare a contattare direttamente il responsabile del progetto.

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